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Fabrizio Cecchetti

Referendum giustizia, da che parte stiamo

2026-03-04 15:49

Stampa Cecchetti

Comunicato Stampa,

Referendum giustizia, da che parte stiamo

Giustizia: scegliere il SÌ per ridare equilibrio e credibilità allo Stato C’è un momento in cui non sono più sufficienti le analisi tecniche o i disti

Giustizia: scegliere il SÌ per ridare equilibrio e credibilità allo Stato


C’è un momento in cui non sono più sufficienti le analisi tecniche o i distinguo, ma serve una scelta politica chiara. Il referendum sulla Giustizia è uno di questi passaggi. Votare SÌ significa affermare un principio semplice ma fondamentale: chi accusa e chi giudica devono avere ruoli, carriere e responsabilità nettamente separate. È una garanzia per i cittadini, non un attacco alla magistratura.

 

Il è anche una risposta a un sistema che negli anni ha visto crescere il peso delle correnti e delle appartenenze interne, allontanando la giustizia dal merito e dall’imparzialità. Due CSM distinti e meccanismi che spezzano le logiche di potere servono a riportare trasparenza e credibilità, non a creare conflitti. La giustizia deve essere autonoma, ma non autoreferenziale.

 

Dire significa inoltre sostenere l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare capace di intervenire quando qualcuno sbaglia o non svolge il proprio lavoro come dovrebbe. È una questione di responsabilità, lo stesso principio che chiediamo alla politica, alla pubblica amministrazione, a chiunque eserciti un ruolo pubblico. Chi lavora bene va tutelato e valorizzato, chi sbaglia deve risponderne.

 

Da che parte stiamo, dunque? Dalla parte dei cittadini che chiedono una giustizia più giusta, più veloce e più credibile. Dalla parte di uno Stato che non ha paura di riformare se stesso per funzionare meglio. Dalla parte del SÌ, senza esitazioni.


On. FABRIZIO CECCHETTI

Deputato Segretario della Camera nella XIX Legislatura

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